Il Mediterraneo è uno dei mari più intensamente sfruttati al mondo. Per molti anni la pressione della pesca ha superato la capacità naturale delle popolazioni di pesci di ricostituirsi.
Ma qualcosa sta cambiando.
Secondo il rapporto 2025 della Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo, circa il 52% degli stock valutati nel Mediterraneo e nel Mar Nero è ancora sovrasfruttato.
È una percentuale molto alta. Ma dieci anni prima era addirittura l’87%.
In altre parole, siamo passati da quasi 9 stock su 10 sottoposti a una pressione eccessiva a poco più di 1 su 2.
Il miglioramento non è avvenuto perché abbiamo semplicemente smesso di pescare. Sono state introdotte quote, periodi di fermo, limiti agli attrezzi, aree protette e piani di gestione pensati per permettere alle popolazioni ittiche di riprodursi e ricostituirsi.
Il risultato mostra una cosa importante: un mare sovrasfruttato può recuperare, se la quantità di pesce prelevata torna compatibile con la capacità delle specie di rinnovarsi.
Il 52% ci dice che il problema è ancora enorme. Il confronto con l’87%, però, ci dice anche che le regole possono funzionare.
Questa e molte altre curiosità sulla pesca, sull’acquacoltura e sulla filiera ittica sono raccontate nel Volume 1.
Lascia un commento