Per la prima volta alleviamo più pesce di quanto ne peschiamo

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Per gran parte della storia, il pesce arrivava quasi esclusivamente da mari, fiumi e laghi. Oggi non è più così.

Nel 2024 l’acquacoltura ha prodotto 103 milioni di tonnellate di animali acquatici, mentre la pesca di cattura ne ha forniti 92 milioni.

Significa che, per la prima volta, oltre la metà del pesce, dei molluschi e dei crostacei prodotti nel mondo arriva da allevamenti.

Il dato è importante perché racconta un cambiamento iniziato molti anni fa.

Le catture mondiali sono rimaste sostanzialmente stabili dalla fine degli anni Ottanta, oscillando tra circa 86 e 94 milioni di tonnellate all’anno. La crescita dell’offerta è arrivata quasi interamente dall’acquacoltura.

Nel 2024 questa ha raggiunto il 53% della produzione mondiale di animali acquatici e addirittura il 59% di quelli destinati all’alimentazione umana.

Ma “acquacoltura” non significa una sola cosa. Una cozza allevata su una corda e un salmone cresciuto in gabbia marina hanno esigenze, costi e impatti molto diversi.

Il punto è che il modo in cui produciamo il pesce sta cambiando: non dipendiamo più soltanto da quanto riusciamo a pescare, ma sempre di più da quanto riusciamo ad allevare.

Questa e molte altre curiosità sulla pesca, sull’acquacoltura e sulla filiera ittica sono raccontate nel Volume 1.

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