Irrigare meglio non significa necessariamente consumare meno acqua

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L’irrigazione a goccia è molto più precisa dei sistemi tradizionali: porta l’acqua vicino alle radici e permette di ridurre quella utilizzata per irrigare un singolo campo.

Sembrerebbe quindi inevitabile una conclusione: più efficienza significa meno acqua prelevata.

Ma non è sempre così.

Se un agricoltore riesce a produrre la stessa quantità utilizzando meno acqua per ettaro, quella risparmiata può essere utilizzata per irrigare una superficie maggiore oppure per coltivare prodotti che richiedono più acqua.

Il consumo complessivo può quindi diminuire meno del previsto o, in alcuni casi, non diminuire affatto.

È un esempio di quello che in economia viene chiamato effetto rimbalzo: rendere più efficiente l’uso di una risorsa può rendere conveniente utilizzarla di più.

Per questo non basta misurare quanta acqua esce dall’impianto di irrigazione.

Bisogna osservare l’intero territorio: quanta acqua viene prelevata dal fiume o dalla falda, quanta ritorna nel sistema e quanta viene effettivamente consumata dalle colture.

Anche le cosiddette perdite sono più complicate di quanto sembrino. L’acqua che filtra da un canale, per esempio, può ricaricare una falda o ricomparire più a valle: è acqua che non è arrivata a quel campo, ma non necessariamente acqua scomparsa dal sistema.

Per questo efficienza dell’irrigazione e risparmio d’acqua non sono sinonimi. Il vero risultato si vede solo guardando quanto viene prelevato e consumato nell’intero bacino.

Questa e molte altre curiosità sull’acqua, sull’irrigazione e sull’agricoltura italiana sono raccontate nel Volume 1.

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