Prendete due polli della stessa età: 56 giorni.
Uno appartiene a una linea genetica rappresentativa dei polli da carne del 1957. L’altro a una linea commerciale del 2005.
Il primo pesa circa 905 grammi. Il secondo arriva a 4,2 chilogrammi.
Non è un confronto tra un pollo malnutrito e uno alimentato meglio. In un esperimento pubblicato nel 2014, i ricercatori li allevarono nelle stesse condizioni e utilizzando la stessa alimentazione moderna. La differenza era soprattutto il risultato di quasi mezzo secolo di selezione genetica.
E non è cambiata soltanto la velocità di crescita.
Tra le linee del 1957 e quelle del 2005, la crescita è aumentata di oltre il 400%, mentre la quantità di mangime necessaria per ottenere un chilogrammo di aumento di peso si è ridotta di circa il 50%.
È uno dei motivi per cui l’allevamento moderno riesce a produrre enormi quantità di carne a costi relativamente bassi: ogni animale cresce molto più rapidamente e utilizza il mangime con maggiore efficienza.
Ma questa trasformazione ha anche un’altra faccia. La selezione per una crescita così rapida può creare problemi muscoloscheletrici, immunitari e di benessere animale, tanto che gli stessi ricercatori indicano questi aspetti tra le sfide della selezione moderna.
Il pollo che mangiamo oggi, quindi, non è semplicemente allevato in modo diverso: è il risultato di decenni di selezione che ne hanno profondamente modificato crescita ed efficienza.
Questa e molte altre curiosità sugli allevamenti e sulla produzione mondiale di carne, latte e uova sono raccontate nel Volume 1.
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