La pasta è italiana, ma il grano non sempre lo è

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L’Italia produce ogni anno oltre 4 milioni di tonnellate di pasta e ne esporta la maggior parte.

Siamo anche il primo produttore di grano duro dell’Unione europea, con un raccolto che nel 2025 ha superato i 4 milioni di tonnellate.

Eppure importiamo grano duro.

Non è una contraddizione. L’industria italiana della pasta è così grande che il raccolto nazionale non sempre basta a soddisfarne il fabbisogno, sia per quantità sia per caratteristiche qualitative.

Per questo una parte del grano arriva dall’estero, in particolare dal Canada. La materia prima importata entra nei pastifici italiani, dove viene trasformata in un prodotto che viene poi consumato ed esportato in tutto il mondo.

Il fenomeno è ancora più evidente per altri cereali: l’Italia importa grandi quantità di grano tenero e mais, oltre a semi e farina di soia destinati soprattutto ai mangimi.

È un esempio di come funziona oggi il sistema alimentare: essere grandi produttori di un alimento trasformato non significa necessariamente produrre in casa tutte le materie prime necessarie.

Questa e molte altre curiosità sulle grandi colture e sulle filiere alimentari sono raccontate nel Volume 1

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