Un pezzo di pane sembra una cosa semplice. Ma prima di arrivare sulla nostra tavola ha già fatto molta strada.
Tutto comincia da un campo di grano. Per coltivarlo servono terra, acqua, fertilizzanti, macchine, energia e lavoro. Il grano deve poi essere raccolto e trasportato, trasformato in farina da un mulino, portato a un forno e cotto. Il pane deve infine raggiungere negozi, supermercati, ristoranti o direttamente le nostre case.
E il viaggio non finisce necessariamente quando lo compriamo: una parte del cibo che produciamo finirà nei rifiuti.
Quando parliamo di cibo, quindi, non stiamo parlando soltanto di ciò che mangiamo. Stiamo parlando di un enorme sistema mondiale che collega agricoltura, industria, trasporti, commercio e consumatori e che utilizza quantità immense di risorse.
Qualche numero aiuta a capirne le dimensioni.
Nel 2023 quasi 1,4 miliardi di persone lavoravano nei sistemi agroalimentari. Nello stesso anno questi sistemi hanno prodotto circa 16,5 miliardi di tonnellate di gas serra, equivalenti al 32% delle emissioni globali.
E c’è un’altra risorsa fondamentale: l’acqua. A livello mondiale l’agricoltura rappresenta circa il 69% dei prelievi di acqua dolce.
Sono numeri enormi, ma raccontano soltanto una parte della storia.
Nel 2024, infatti, circa 673 milioni di persone soffrivano ancora la fame. Produrre abbastanza cibo a livello mondiale non significa automaticamente riuscire a renderlo disponibile e accessibile a tutti.
Dietro qualcosa di quotidiano come un pezzo di pane si nasconde quindi una rete enorme di risorse, lavoro, economia e impatti ambientali che attraversa tutto il pianeta.
Questa e molte altre curiosità sono raccontate nel Volume 1
