Autore: admin4302

  • Cosa c’è dietro un pezzo di pane?

    Un pezzo di pane sembra una cosa semplice. Ma prima di arrivare sulla nostra tavola ha già fatto molta strada.

    Tutto comincia da un campo di grano. Per coltivarlo servono terra, acqua, fertilizzanti, macchine, energia e lavoro. Il grano deve poi essere raccolto e trasportato, trasformato in farina da un mulino, portato a un forno e cotto. Il pane deve infine raggiungere negozi, supermercati, ristoranti o direttamente le nostre case.

    E il viaggio non finisce necessariamente quando lo compriamo: una parte del cibo che produciamo finirà nei rifiuti.

    Quando parliamo di cibo, quindi, non stiamo parlando soltanto di ciò che mangiamo. Stiamo parlando di un enorme sistema mondiale che collega agricoltura, industria, trasporti, commercio e consumatori e che utilizza quantità immense di risorse.

    Qualche numero aiuta a capirne le dimensioni.

    Nel 2023 quasi 1,4 miliardi di persone lavoravano nei sistemi agroalimentari. Nello stesso anno questi sistemi hanno prodotto circa 16,5 miliardi di tonnellate di gas serra, equivalenti al 32% delle emissioni globali.

    E c’è un’altra risorsa fondamentale: l’acqua. A livello mondiale l’agricoltura rappresenta circa il 69% dei prelievi di acqua dolce.

    Sono numeri enormi, ma raccontano soltanto una parte della storia.

    Nel 2024, infatti, circa 673 milioni di persone soffrivano ancora la fame. Produrre abbastanza cibo a livello mondiale non significa automaticamente riuscire a renderlo disponibile e accessibile a tutti.

    Dietro qualcosa di quotidiano come un pezzo di pane si nasconde quindi una rete enorme di risorse, lavoro, economia e impatti ambientali che attraversa tutto il pianeta.

    Questa e molte altre curiosità sono raccontate nel Volume 1

  • Quanto pesa davvero il petrolio italiano?

    Sto lavorando al Volume 2 di Grandi numeri, grandi impatti, dedicato all’energia. Uno degli obiettivi del libro è partire da domande semplici e usare i numeri per capire quanto contano davvero i fenomeni di cui parliamo.

    Per esempio: l’Italia produce petrolio? E se sì, perché ne importiamo così tanto?

    Nel 2025 l’Italia ha estratto circa 3,9 milioni di tonnellate di petrolio. Quasi l’85% arriva dalla Basilicata, soprattutto dai giacimenti di Tempa Rossa e Val d’Agri.

    Una parte importante dell’estrazione è gestita da società straniere: a Tempa Rossa l’operatore è la francese TotalEnergies, insieme a Shell e Mitsui; in Val d’Agri opera Eni insieme a Shell. Nei due grandi giacimenti lucani, oltre il 60% delle partecipazioni fa capo a società straniere.

    Questo però non significa che l’Italia «regali il proprio petrolio agli stranieri». I giacimenti appartengono allo Stato, mentre le aziende ottengono concessioni per estrarre il petrolio, investono e pagano canoni e royalties.

    Ma il numero che mette tutto in prospettiva è un altro.

    Nel 2024 le raffinerie italiane hanno lavorato circa 60 milioni di tonnellate di greggio, mentre l’Italia ne ha prodotti poco più di 4 milioni. La produzione nazionale equivale quindi ad appena il 7% circa del petrolio lavorato dalle nostre raffinerie.

    Anche se tutto il petrolio estratto in Italia venisse utilizzato nel nostro paese, oltre il 92% dovrebbe comunque arrivare da altre fonti.

    Curiosamente, l’Italia esporta anche una parte del proprio greggio mentre ne importa quantità molto maggiori. Non è necessariamente una contraddizione: esistono diversi tipi di petrolio, diverse raffinerie, contratti e costi di trasporto. Dire semplicemente che «vendiamo il nostro petrolio e poi lo ricompriamo più caro» sarebbe quindi fuorviante.

    Dopo il 2022 è cambiata anche la provenienza delle importazioni: la Russia, che prima forniva quasi un quarto del greggio, è stata sostituita soprattutto da paesi come Libia, Azerbaigian e Kazakhstan.

    Sono cambiati i fornitori, ma non il dato fondamentale: l’Italia produce petrolio, ma troppo poco per eliminare la propria dipendenza dall’estero.

    È uno dei tanti temi che sto approfondendo nel Volume 2 di Grandi numeri, grandi impatti, attualmente in lavorazione. Il Volume 1 – Cibo e agricoltura è invece già disponibile.

  • Il primo volume di Grandi numeri, Grandi Impatti è online

    Giovedì 20 agosto 2026 è stata una giornata importante per questo progetto: per la prima volta ho reso pubblico il primo volume di Grandi numeri, grandi impatti.

    Il volume è ora disponibile in PDF, EPUB e Amazon Kindle. È un risultato che per me ha un significato particolare: quello che era iniziato come un progetto per raccogliere, confrontare e rendere comprensibili numeri difficili da immaginare è diventato un’opera di oltre 500 pagine.

    La prima esperienza con Amazon Kindle

    Anche la pubblicazione su Amazon è stata un’esperienza nuova. Non avevo mai pubblicato un libro sulla piattaforma Kindle e ho potuto vedere per la prima volta tutto il processo, dalla preparazione del volume alla sua messa in vendita.

    Ho scelto di impostare il prezzo minimo possibile, 0,89 euro. L’obiettivo di Grandi numeri, grandi impatti, infatti, non è massimizzare le vendite, ma fare in modo che il lavoro possa raggiungere più persone possibile. Per la stessa ragione, il volume rimane disponibile gratuitamente nei formati PDF ed EPUB attraverso il sito.

    Un piccolo esperimento pubblicitario

    Insieme alla pubblicazione ho deciso di provare anche qualcosa di completamente nuovo: una piccola campagna pubblicitaria su Facebook e Instagram.

    È soprattutto un esperimento per capire se e come sia possibile far conoscere un progetto di questo tipo al di fuori della cerchia di persone che già lo seguono. Anche questa parte del percorso sarà interessante da osservare: impressioni, clic, visite al sito e, soprattutto, capire se il tema riesce a incuriosire persone che incontrano Grandi numeri, grandi impatti per la prima volta.

    E adesso si riparte: Volume 2

    La pubblicazione del primo volume non rappresenta però la fine del progetto. Anzi, il lavoro sul Volume 2 è già iniziato.

    Il nuovo volume sarà dedicato all’energia: un tema enorme, che attraversa praticamente ogni aspetto della società moderna. Petrolio, gas, carbone, elettricità, nucleare, fonti rinnovabili, reti e infrastrutture saranno alcuni degli argomenti da esplorare, sempre con lo stesso approccio: partire dai numeri per cercare di capire le dimensioni reali dei fenomeni.

    Dopo oltre 500 pagine dedicate al primo volume, si ricomincia quindi da una pagina bianca.

    E, naturalmente, da molti altri grandi numeri.

  • Volume 1: prima stesura e revisione completate

    Un altro passo importante per Grandi numeri, grandi impatti: oggi ho completato la prima stesura di tutti i capitoli del Volume 1 – Cibo e agricoltura.

    È terminata anche la prima revisione manuale dell’intero volume, durante la quale ho corretto e affinato i singoli capitoli prima di passare alla fase successiva.

    L’elenco completo dei capitoli è già disponibile a questo link.

    Ora inizia la revisione più approfondita. I capitoli verranno riletti nel contesto dell’intero volume con Gemini e ChatGPT, per individuare incoerenze, ripetizioni, dati da verificare e possibili miglioramenti prima della pubblicazione.

    Conclusa questa fase, assemblerò il libro completo e lo renderò disponibile gratuitamente per il download in PDF ed EPUB.

    Se il lavoro procederà come previsto, conto di completare il Volume 1 entro la fine della prossima settimana.

  • Volume 1 completato: inizia la revisione

    Volume 1 completato: inizia la revisione

    Un piccolo aggiornamento sullo stato di Grandi numeri, grandi impatti.

    La scrittura dei capitoli del Volume 1 è terminata. Ora comincia l’ultima fase, quella della revisione complessiva: rilettura dei testi, controllo della coerenza tra i capitoli, verifica dei numeri e delle fonti e ultime correzioni.

    Se tutto procederà come previsto, conto di rendere disponibile il Volume 1 entro la fine di agosto 2026.

    Qualche giorno prima della pubblicazione renderò disponibile sul sito l’elenco completo dei capitoli, così da dare un’anteprima dettagliata degli argomenti trattati.

    Nel frattempo, Grandi numeri, grandi impatti è arrivato anche su Facebook: ho creato una pagina dedicata al progetto, sulla quale condividerò gli aggiornamenti e i nuovi contenuti pubblicati sul sito.

    Manca ancora un po’ di lavoro, ma il primo volume è ormai vicino alla pubblicazione.

  • Un controllo in più: Gemini entra nel processo di revisione

    Il processo di revisione di Grandi Numeri, Grandi Impatti si arricchisce di un nuovo passaggio.

    Fin dall’inizio, uno degli obiettivi del progetto è stato quello di utilizzare l’intelligenza artificiale non come sostituto del lavoro editoriale, ma come strumento per ampliare la capacità di ricerca, verifica e controllo dei contenuti.

    Il processo prevede già diverse fasi: ricerca e prima elaborazione dei contenuti, revisione, verifica delle fonti e dei numeri, controllo della struttura e infine revisione umana.

    Da oggi viene aggiunto un ulteriore livello di controllo: Google Gemini.

    Dopo la mia revisione, Gemini riceve il capitolo insieme al contesto dell’intera opera: gli altri articoli già realizzati, la struttura del volume e le regole editoriali definite per il progetto. Il suo compito non è quindi semplicemente correggere il testo, ma valutarlo come parte di un lavoro più ampio.

    Può segnalare, per esempio, numeri che meritano un’ulteriore verifica, concetti poco spiegati, acronimi non decodificati, passaggi che potrebbero essere approfonditi, incoerenze rispetto ad altri capitoli o opportunità per rendere più evidente il rapporto tra economia, ambiente, salute e società.

    Le sue osservazioni vengono poi sottoposte a ChatGPT, che svolge l’ultima revisione assistita e decide quali suggerimenti sia opportuno integrare e in quale modo.

    La decisione finale rimane comunque umana.

    Questo passaggio è importante perché modelli diversi possono osservare lo stesso testo in maniera diversa. Un secondo sistema di intelligenza artificiale può individuare problemi o possibilità di miglioramento che il primo non aveva rilevato. Allo stesso tempo, nessun suggerimento viene accettato automaticamente.

    Il nuovo processo può quindi essere sintetizzato così:

    ricerca e prima elaborazione → revisione umana → controllo indipendente con Gemini → valutazione e integrazione con ChatGPT → revisione finale umana

    È un processo più articolato, ma coerente con l’idea alla base di Grandi Numeri, Grandi Impatti: quando si cerca di raccontare fenomeni complessi attraverso dati e numeri, un controllo in più è generalmente un buon investimento.

  • Il progetto prende forma

    Sono passati solo pochi giorni dal primo post, ma Grandi Numeri, Grandi Impatti comincia già ad avere una forma molto più concreta.

    La novità più visibile è la nascita del sito ufficiale: gngi.it.

    Ho registrato il dominio, configurato il nuovo spazio web e installato WordPress. Il sito è ancora all’inizio — e probabilmente cambierà parecchio — ma è già online e sarà il punto di accesso pubblico al progetto.

    L’idea rimane quella con cui sono partito: rendere tutto liberamente accessibile. Patreon servirà per raccontare il lavoro dietro le quinte, pubblicare aggiornamenti e, per chi vorrà, sostenere il progetto. Il sito sarà invece la casa dei contenuti.

    Nel frattempo è continuato soprattutto il lavoro sul libro.

    Sto lavorando al primo grande blocco dedicato a cibo, agricoltura e ristorazione, cercando di affrontare il settore attraverso i numeri: produzione agricola, allevamenti, pesca e acquacoltura, acqua e bevande, cereali e soia, ortofrutta e serre, trasformazione industriale, sussidi agricoli e Politica Agricola Comune, fino alla logistica, alla catena del freddo e alla distribuzione.

    Più procedo, più emerge una caratteristica che vorrei mantenere in tutto il progetto: non limitarsi a dire che qualcosa è “grande”, “costoso” o “inquinante”, ma provare a misurarlo.

    Quante tonnellate?
    Quanti miliardi di euro?
    Quanta energia?
    Quanta acqua?
    Quante emissioni?
    E, soprattutto, rispetto a che cosa?

    Sto anche rivedendo progressivamente i capitoli già scritti. Alcune delle regole editoriali stanno diventando più precise: meno introduzioni narrative, più dati; sigle e istituzioni spiegate quando compaiono per la prima volta; valori economici dove sono disponibili; fonti verificabili e collegamenti diretti.

    È un lavoro molto più grande di quanto sembri guardando una singola pagina finita. Ma è proprio questo il bello del progetto: ogni numero ne porta con sé altri dieci e apre una nuova domanda.

    Per ora, quindi, le due case di Grandi Numeri, Grandi Impatti sono online.

    Il progetto è partito davvero.

  • Si comincia

    Lavoro a Grandi Numeri, Grandi Impatti ormai da qualche settimana, ma solo oggi ho deciso di aprire questa pagina Patreon e iniziare a raccontare pubblicamente il progetto mentre prende forma.

    L’idea è nata dalla curiosità per quei numeri enormi che incontriamo continuamente — miliardi di euro, milioni di tonnellate, ettari, consumi energetici, emissioni — e che spesso leggiamo senza riuscire davvero a immaginare cosa rappresentino.

    Ho iniziato dal cibo e dall’agricoltura, un argomento che si sta rivelando molto più vasto di quanto avessi immaginato.

    Anche il modo in cui sto costruendo il libro è un esperimento.

    Sto utilizzando ChatGPT, con il modello GPT-5.6 Sol, come coordinatore del lavoro. Le ricerche più estese vengono invece affidate a OpenClaw con DeepSeek 4 Flash, che può esplorare una grande quantità di fonti e raccogliere il materiale necessario per costruire i diversi capitoli.

    Il risultato non viene però semplicemente preso e pubblicato.

    Le bozze e il materiale prodotto vengono nuovamente esaminati da ChatGPT, che li riorganizza, confronta e rivede. A quel punto arrivo io: leggo i capitoli cercando errori, incongruenze, ripetizioni, parti poco chiare e soprattutto cose che sembrano mancare.

    Ed è proprio qui che il progetto si sta rivelando interessante.

    Finora sono abbastanza soddisfatto di quello che questo processo riesce a produrre, ma non completamente. Il risultato finale di ChatGPT non raggiunge ancora con continuità lo standard qualitativo che vorrei per il prodotto finito. A volte un capitolo apparentemente ben costruito, a una lettura più attenta, mostra ripetizioni, semplificazioni e lacune che richiedono un nuovo giro di lavoro.

    In un certo senso, anche questo fa parte dell’esperimento: capire quanto lontano si possa arrivare utilizzando diversi sistemi di intelligenza artificiale insieme, mantenendo una persona nel ruolo di curatore editoriale, senza fingere che il risultato sia automaticamente corretto solo perché appare convincente.

    Nel frattempo, però, c’è una cosa di cui sono già piuttosto sicuro: per me leggere questo materiale è istruttivo e affascinante.

    Sto scoprendo dimensioni del sistema alimentare che conoscevo poco o per nulla e, soprattutto, sto iniziando a vedere collegamenti tra economia, ambiente, clima e società che normalmente rimangono nascosti dietro numeri isolati.

    È esattamente quello che speravo succedesse quando ho iniziato Grandi Numeri, Grandi Impatti.

    Da oggi proverò a raccontare anche qui come procede: non soltanto mostrando quello che funziona, ma anche i problemi, gli errori e i limiti che incontrerò lungo il percorso.