Perché chi coltiva mais ibrido compra nuovi semi ogni anno?

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Quando sentiamo dire che un agricoltore compra nuovi semi ogni anno, è facile pensare che sia semplicemente una scelta imposta dalle aziende sementiere.

Nel caso del mais ibrido, però, c’è prima di tutto una ragione genetica.

Gli ibridi vengono ottenuti incrociando linee selezionate per produrre una prima generazione, chiamata F1, molto uniforme e capace di combinare caratteristiche interessanti dei genitori: produttività, resistenza alle malattie, dimensioni e tempi di maturazione.

L’agricoltore potrebbe raccogliere i semi prodotti da quelle piante e seminarli l’anno successivo. Ma il risultato sarebbe diverso.

Nella seconda generazione, infatti, i caratteri genetici si ricombinano. Le nuove piante diventano meno uniformi e non mantengono necessariamente le prestazioni dell’ibrido originale.

È uno dei motivi per cui il mais ibrido si diffuse così rapidamente: negli Stati Uniti, già nel 1960 circa il 96% della superficie coltivata a mais utilizzava sementi ibride.

E c’è una distinzione importante: ibrido non significa OGM.

Gli ibridi agricoli esistono da molto prima dell’ingegneria genetica moderna. Sono ottenuti incrociando piante sessualmente compatibili e selezionandone le caratteristiche.

Quindi il seme viene ricomprato ogni anno non semplicemente perché quello raccolto non possa essere riseminato, ma perché riseminandolo non si ottiene più lo stesso prodotto genetico.

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