Quanto costa far viaggiare il petrolio

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Quando si parla di petrolio, l’attenzione cade quasi sempre sul prezzo del barile. Ma prima di arrivare a una raffineria, quel barile deve essere trasportato, stoccato, assicurato e movimentato attraverso infrastrutture che valgono decine o centinaia di milioni di dollari.

Una VLCC, cioè una grande petroliera per il trasporto di greggio, può caricare circa due milioni di barili. Nel 2024 DHT ha ordinato quattro nuove VLCC a un prezzo medio di circa 128,5 milioni di dollari ciascuna.

Il dato diventa ancora più interessante se confrontato con il valore del carico. Con il petrolio a 75 dollari al barile, due milioni di barili valgono circa 150 milioni di dollari. In un singolo viaggio, quindi, il greggio trasportato può valere più della nave che lo trasporta.

Ma il costo della logistica non finisce con l’acquisto della petroliera.

Ogni giorno di navigazione richiede equipaggio, manutenzione, lubrificanti, assicurazioni e gestione tecnica. A questi si aggiungono carburante, porti, rimorchiatori, canali, commissioni e periodi di fermo.

Per confrontare viaggi e contratti diversi si usa spesso il TCE, il time charter equivalent: in pratica, il ricavo del viaggio al netto dei principali costi variabili, rapportato ai giorni impiegati. Nel 2024 DHT ha dichiarato un TCE medio di flotta di circa 45.200 dollari al giorno.

Non significa però che l’armatore guadagni 45.200 dollari netti ogni giorno. Da quel valore vanno ancora sottratti costi operativi, amministrazione, interessi, ammortamenti, manutenzione e periodi di inattività.

Anche il tempo ha un prezzo. Se una nave arriva al terminale e deve aspettare perché il deposito è pieno, il meteo impedisce l’ormeggio o il carico non è pronto, il ritardo può generare demurrage, cioè costi aggiuntivi legati al tempo oltre la finestra prevista.

Gli oleodotti seguono una logica diversa, ma altrettanto pesante dal punto di vista economico. Richiedono grandi investimenti anticipati e contratti di lungo periodo. Il Trans Mountain Expansion, in Canada, ha portato la capacità del sistema da circa 300.000 a 890.000 barili al giorno, con un costo salito fino a oltre 30 miliardi di dollari canadesi.

Per infrastrutture di questa scala, il ritorno dell’investimento si misura su decenni, non su pochi anni.

Il prezzo del petrolio, quindi, racconta solo una parte della storia. Dietro ogni barile che cambia continente ci sono navi, oleodotti, terminali, serbatoi, assicurazioni, personale e capitale immobilizzato.

Far viaggiare il petrolio costa molto perché non si sposta solo una merce: si muove un sistema industriale intero.

Articolo ispirato al capitolo 03.06 – Il lungo viaggio del petrolio di Grandi Numeri, Grandi Impatti – Volume 2: Energia.

Il volume completo è disponibile gratuitamente in PDF su gngi.it e come ebook nei principali store online.

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