Una mietitrebbia da 220.000 euro o 232 euro per ettaro?

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Quando si parla di macchine agricole, il prezzo d’acquisto è solo l’inizio del conto. Una mietitrebbia può costare centinaia di migliaia di euro, ma per una piccola o media azienda cerealicola il problema principale è che viene utilizzata soltanto per una parte molto limitata dell’anno.

Da qui nasce una domanda molto concreta: conviene possedere la macchina oppure conviene acquistare il servizio che quella macchina svolge?

Un riferimento aiuta a capire l’ordine di grandezza. Nel tariffario 2025 della Confederazione agromeccanici e agricoltori italiani di Mantova, la mietitrebbiatura del frumento è indicata a circa 232 euro per ettaro, IVA esclusa, per lavori continuativi in condizioni normali. Su 50 ettari, significa circa 11.600 euro per una campagna di raccolta.

Come confronto, nel 2021 una procedura dell’Università di Bologna indicava una base d’asta di 220.000 euro, IVA esclusa, per una mietitrebbia autolivellante nuova. Il paragone non equivale a un vero calcolo di pareggio, perché la macchina acquistata conserva un valore residuo e il servizio del contoterzista comprende anche personale e costi operativi, ma rende molto bene l’idea del capitale necessario.

E il prezzo della macchina, da solo, non basta. Bisogna aggiungere finanziamento, manutenzione, assicurazione, ricovero, carburante, pneumatici e operatore. Per questo una macchina costosa può essere economicamente sensata solo se viene utilizzata abbastanza da distribuire questi costi su molte ore o su molti ettari.

È qui che entra in gioco il contoterzismo. In Italia circa il 28% delle aziende agricole ricorre a servizi esterni, mentre le imprese agromeccaniche sono circa 18.000. In pratica, una stessa macchina viene utilizzata da molte aziende diverse, invece di restare ferma per gran parte dell’anno.

Il sistema, però, ha un limite molto semplice: quando il raccolto è pronto e il meteo concede pochi giorni utili, molte aziende hanno bisogno della stessa macchina nello stesso momento. Il contoterzista deve quindi concentrare il lavoro, organizzare gli spostamenti e stabilire l’ordine degli interventi, mentre per l’agricoltore anche pochi giorni di ritardo possono significare più umidità, più perdite o una qualità peggiore.

Per questo il vero confronto non è soltanto tra 220.000 euro e 232 euro per ettaro. È tra capitale immobilizzato, utilizzo reale della macchina e capacità di averla disponibile proprio quando serve.

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Volume 1 – Cibo e agricoltura
Capitolo 02.16 – Macchine agricole: la meccanizzazione dei campi

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