Quando non trattare può costare più che trattare

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Tra il 2020 e il 2021 il Corno d’Africa e lo Yemen furono colpiti da una delle più gravi invasioni di cavallette del deserto degli ultimi decenni.

Gli sciami possono contenere milioni di insetti e spostarsi rapidamente su grandi distanze, divorando colture e pascoli lungo il percorso. In regioni già esposte a siccità, povertà e insicurezza alimentare, una crisi di questo tipo può trasformarsi in un problema umanitario.

Per contenere l’invasione, FAO e governi locali trattarono quasi 2,3 milioni di ettari con operazioni terrestri e aeree.

È un numero enorme.

E rende evidente uno dei dilemmi più difficili della difesa fitosanitaria: trattare vaste superfici con insetticidi comporta rischi ambientali e sanitari, ma non intervenire può significare perdere raccolti e pascoli essenziali per milioni di persone.

Gli insetticidi ad ampio spettro possono colpire organismi non bersaglio, contaminare l’ambiente ed esporre gli operatori. In aree con infrastrutture limitate, garantire dispositivi di protezione, corretta applicazione e monitoraggio può essere particolarmente difficile.

Esistono alternative, come alcuni biopesticidi, che possono ridurre l’impatto ambientale. Ma spesso agiscono più lentamente e funzionano meglio quando l’infestazione viene individuata presto, prima che gli sciami raggiungano dimensioni enormi.

Qui entra in gioco un fattore decisivo: il tempo.

Quando un’invasione viene intercettata nelle prime fasi, è possibile intervenire in modo più mirato. Quando milioni di insetti si sono già concentrati su aree immense, le opzioni diventano più aggressive, costose e difficili da gestire.

La FAO raccolse circa 230,5 milioni di dollari per affrontare quella crisi, a fronte di una richiesta complessiva di circa 312 milioni.

Anche questo aiuta a capire la scala del problema: la protezione delle colture non riguarda soltanto il costo di un prodotto chimico, ma anche sorveglianza, mezzi aerei, personale, logistica, ricerca e capacità di intervenire abbastanza presto.

Il caso delle cavallette mostra perché la domanda “usare o non usare pesticidi?” sia spesso troppo semplice.

La questione reale è un’altra: quale intervento riduce il danno complessivo, considerando insieme raccolti, salute, ambiente e urgenza?

In alcune situazioni il costo di un trattamento è evidente. In altre, però, lo è anche il costo di non farlo.

Tema tratto da “Grandi Numeri, Grandi Impatti – Volume 1: Cibo e agricoltura”, capitolo 02.15 – Prodotti fitosanitari.

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