Quasi metà dell’elettricità europea è rinnovabile, ma l’UE dipende ancora dall’estero per il 57% dell’energia

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Nel 2024 le fonti rinnovabili hanno coperto il 47,5% del consumo lordo di elettricità dell’Unione europea, una quota che nel 2025 è salita provvisoriamente al 49,9%.

A prima vista potrebbe sembrare che l’Europa sia ormai vicina all’autosufficienza energetica. In realtà, nello stesso 2024, il 57% del fabbisogno energetico complessivo dell’UE-27 dipendeva ancora dalle importazioni nette.

Non è una contraddizione: elettricità ed energia non sono la stessa cosa.

Il sistema elettrico europeo sta cambiando rapidamente grazie alla crescita di eolico, solare, idroelettrico e alle interconnessioni tra i Paesi. Ma una parte enorme dei trasporti, del riscaldamento e dei processi industriali continua a utilizzare direttamente petrolio e gas.

Ed è proprio qui che la dipendenza dall’estero resta molto alta.

Nel 2024 il 96,6% del petrolio e dei prodotti petroliferi utilizzati nell’UE dipendeva dalle importazioni. Per il gas, il tasso di dipendenza ha raggiunto l’87,6% nel 2025.

Dopo l’invasione russa dell’Ucraina, l’Europa ha modificato profondamente la geografia dei propri fornitori. Tra il 2022 e il 2024 le importazioni di petrolio e prodotti petroliferi dalla Russia sono diminuite dell’89,6%, mentre sono aumentati i flussi da altri Paesi.

Questo ha ridotto la dipendenza da un singolo fornitore, ma non la dipendenza dalle importazioni in sé.

La distinzione è importante: diversificare i fornitori rende il sistema più resistente, ma non significa diventare autonomi.

La vera trasformazione passa quindi non soltanto da più produzione elettrica rinnovabile, ma anche dalla progressiva sostituzione di petrolio e gas negli usi finali, insieme a reti, accumuli e consumi più flessibili.

L’Europa sta cambiando il proprio sistema elettrico molto più velocemente del proprio sistema energetico nel complesso.

Ed è proprio questa differenza a spiegare perché si possa avere quasi metà dell’elettricità da fonti rinnovabili e, nello stesso tempo, continuare a importare oltre metà dell’energia necessaria.

Articolo ispirato al capitolo 03.03 – Europa di Grandi Numeri, Grandi Impatti – Volume 2: Energia.

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